Cosa fare se...
n questo caso è necessario avvicinarsi con estrema cautela per non spaventarlo.
- Se si tratta di un gatto domestico, ovvero abituato al contatto umano, non troverai grosse difficoltà ad avvicinarlo, magari offrendogli un po’ di cibo.
Verifica con la massima attenzione se il micio si sia smarrito o se sia semplicemente a passeggio: basterà chiedere informazioni ai vicini di casa o affiggere dei volantini in zona. - Se invece si tratta di un gatto selvatico o molto impaurito, riuscire ad aiutarlo potrebbe richiedere molto tempo e tanta pazienza.
In questo caso, è meglio rivolgersi a una delle Associazioni per la tutela degli animali che esistono nel tuo Comune di residenza e chiedere consigli utili sul da farsi.
Se decidi di tenerlo con te, consulta sempre il tuo Medico Veterinario di fiducia: visiterà il micio e ti darà tutte le indicazioni su come occuparti di lui, consigliandoti anche il modo migliore per inserirlo in casa con altri eventuali amici a quattro zampe.
NOTA BENE: Ancora oggi, purtroppo, non è obbligatorio iscrivere all’anagrafe il proprio gatto. Solo i gatti che hanno il “Passaporto europeo per animali domestici” devono avere obbligatoriamente un microchip di riconoscimento. Quindi, se il micio si è perso (magari perché non è stato opportunamente sterilizzato) e non ha il microchip, è possibile risalire al suo proprietario affiggendo dei volantini, scrivendo annunci sui giornali, parlando con i vicini di casa, coi Medici Veterinari di zona, eccetera,….
In questi casi la velocità d’intervento è di vitale importanza.
Nel Comune di Forlì occorre chiamare il Canile Comprensoriale forlivese allo 0543754357. Anche nel caso in cui il gatto sia deceduto: gli operatori del Canile comunale si recheranno sul posto per prelevare il corpicino del micio.
Nelle altre realtà Comunali si può chiamare i Servizi Veterinari dell’Asl del proprio Comune di residenza oppure un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria della propria provincia di residenza, competente per i reati in materia ambientale e di tutela degli animali (Arma dei Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia di stato, Polizia locale o veterinari dell’ASL locale, Guardie Zoofile locali,…). Ricordiamo che ciascun Servizio Veterinario deve avere un Veterinario reperibile di zona: poiché il micio potrebbe avere bisogno di un intervento chirurgico immediato, non accettate risposte negative perché intervenire fa parte dei loro doveri pubblici. Indipendentemente da dove ti trovi, in quale condizioni si trova il gatto e di chi sia la colpa, oggi soccorrere un animale in pericolo è diventato anche un obbligo di legge oltreché un dovere morale.
Numeri e informazioni utili per il Comune di Forlì dell’Area Sanità Pubblica Veterinaria – Azienda USL di Forlì
Nelle altre città invece, in mancanza di un numero di pronto soccorso specifico per animali feriti, è comunque necessario rivolgersi al Servizio Veterinario della Azienda USL di competenza territoriale, chiamando il Pronto Soccorso al 118 e chiedendo i recapiti telefonici appositi. I servizi veterinari delle AUSL forniscono reperibilità anche notturna e festiva e sono obbligati a intervenire per il ritiro dell’animale non di proprietà.
Solo a Forlì per i gatti esiste una Guardia Medica Veterinaria: 3339449800.
Per i CANI, invece, occorre chiamare il Canile Comprensoriale di Forlì al: 0543754357
Colonie feline
Le “colonie feline” identificano aree di territorio (sia pubbliche che private), ove vivono i così classificati “gatti viventi in stato di libertà” e quei gatti che, non avendo più un padrone, vivono in stato di abbandono.
Le colonie feline (indipendentemente dal numero di soggetti che le compongono!!! Basta un gatto o una gatta per poterla censire!) sono il luogo dove i “randagi” trovano cibo e riparo, anche grazie all’intervento di persone che se ne prendono cura.
I gatti viventi in stato di libertà o riconosciuti come colonie feline “censite” presso il Comune in cui si trovano, sono protetti dalla Legge Nazionale e Regionale: non è possibile ed è punibile penalmente, spostare o maltrattare i gatti della colonia.
Per far fronte al fenomeno del randagismo felino, il Servizio Veterinario delle Aziende ASL e singoli Medici Veterinari in libera professione, operano con le Associazioni animaliste volontarie e anche con singoli cittadini per limitare la proliferazione dei gatti randagi attraverso le STERILIZZAZIONI.
COMPETENZE DEI COMUNI:
La gestione delle colonie feline è di competenza del Comune in cui sono censite e per tale gestione il Sindaco può anche avvalersi dell’operato di Associazioni di volontariato.
Per censire una colonia felina è opportuno recarsi presso gli Uffici di competenza del proprio Comune di residenza e compilare un modulo in cui ci si impegna a registrare la colonia felina, diventandone così suo referente.
Si precisa difatti che: in base agli artt.823 e 826 del Codice Civile, il Sindaco esercita la tutela delle specie presenti allo stato libero nel territorio Comunale. In applicazione della Legge 11/02/1992 n.157, il Sindaco esercita la cura delle specie di mammiferi (compresi i gatti) e uccelli che vivono stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio Comunale.
Al Sindaco spetta la vigilanza sull’osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.
Il Sindaco è il “proprietario” di tutti i gatti randagi/abbandonati che vengono trovati in un Comune e lui deve occuparsene, trovando per loro la soluzione migliore. Come, per esempio, fare una convenzione con un’Associazione animalista, incentivare campagne di sensibilizzazione per la sterilizzazione di gatti randagi e appartenenti a colonie feline regolarmente censite nel suo Comune, eccetera.
- Legge nazionale n.281 del 1991
- Legge Regionale n.27 del 2000
- Regione Emilia-Romagna DGR 1302/2013 del 16/97/2013
Nel 1991 è entrata in vigore la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (n.281/91) che riconosceva il diritto alla vita per i cani ed i gatti accalappiati (prima di tale legge, gli animali venivano uccisi dopo soli tre giorni di detenzione).
La Legge 281/91 contiene diversi e importanti elementi innovativi. Per quanto concerne le colonie feline, essa stabilisce che:
1. La colonia felina, una volta censita, è PROTETTA PER LEGGE: nessuno può spostare i gatti o maltrattarli;
2. I gatti della colonia devono essere STERILIZZATI dall’Azienda Sanitaria competente del Comune di residenza e/o da singoli Medici Veterinari in libera professione;
3. I gatti, una volta sterilizzati, devono essere REINSERITI nel sito d’origine e nel loro gruppo;
4. I gatti hanno diritto ad essere ACCUDITI e NUTRITI nella loro sede abituale e nel rispetto delle norme igieniche.
I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti anche ai sensi dei nuovi articoli 544-bis e 544-ter del codice penale: il loro maltrattamento è perseguito penalmente anche con la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 euro a 15.000 euro, mentre l’uccisione è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi.
